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FE2021 – Sognatori sul mio cammino / foto 1

Zaffo

Era una mattina d’inverno e avevamo voglia di provare a salire sul Casarola con la neve. Salivamo spesso d’estate: la regola era prima il Ventasso, poi il Casarola e dopo tutti gli altri; era nata come regola per progredire gradatamente nelle nostre escursioni ma poi era diventata quasi una forma di scaramanzia.
Noi eravamo camminatori estivi, di quelli che delle valanghe non hanno paura, al limite han paura del vuoto o di una storta, ma le valanghe no, non erano variabili nel progettare i nostri giri. Quell’inverno avevamo fatto qualche giro con le ciaspole ma tutti con dislivelli minimi, quasi in pari, più che altro per prendere confidenza con “il mezzo”. Ma la salita è diversa: ti morde cosce e polpacci con ferocia, se le dai troppa confidenza. Quel giorno Zaffo aveva aperto la strada nella neve fresca per almeno tre quarti del tempo e continuava ad avanzare verso la cima col suo passo imperturbabile, regolare come un metronomo, come se la fatica facesse sempre pari con la voglia di essere in vetta.

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Sono tornato dopo anni nello stesso posto. Condizioni di neve e nebbia, ma una nebbia luminosa, che il sole era li vicino. Condizioni di neve e di vento, che quando il vento trova la neve da corpo alla sua fantasia, scolpisce e disegna. Ebbro di meraviglia, che cresceva passo dopo passo, e perso nella luce quando gli occhi non distinguevano più la neve e la nebbia, per il chiarore intenso che nascondeva tutto e mi avvolgeva, perso, finalmente perso, Into the light.

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