D’ombra e di luce

Come fotografo vengo dal paesaggio.
Ma di più: ho cominciato a far foto proprio per raccontare l’aspra bellezza del nostro selvatico appennino. Albe, tramonti, albe, altri tramonti, altre albe passati ad ammirare come la carezza
di una luce gentile addolcisca e quasi si accorpi alle nostre valli e ai nostri monti.
“D’ombra e di luce” nasce lì, dall’accorpamento di luce e soggetto, alla ricerca di paesaggi ovunque possa appoggiarsi la luce.

Quelli in mostra a Reggio Emilia sono i primi scatti di un progetto che ho in mente da anni ma che solo adesso ho avuto la possibilità di esplorare. Sono i primi ma conto che non saranno gli ultimi di un percorso appena iniziato che non ho idea dove possa portarmi, ma che trovo davvero affascinante: la luce che crea e l’ombra che da forma, la luce che scava e l’ombra che riempie. Alla fine, in qualche modo, sono foto di paesaggio.

Mai come questa volta penso che vadano viste stampate. Le variabili legate alla riproduzione su schermo sono troppe e possono sconvolgere ognuna di queste foto, tutte in equilibrio tra neri profondi e bianchi al limite,

Ultimo ma non meno importante:: grazie ad Alessia, che mi ha permesso di dar corpo a questo progetto.