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Au revoir, Paris!

Tre giorni e tre notti a Parigi bastano per restarne ammaliati, colpiti, offuscati.

Quasi ubriacati.

L’atmosfera in città è quella spensierata e raggiante delle gite scolastiche. Ma è solo quando scendi sotto, nella metro, che puoi guardare negli occhi la vera Parigi. Sopra tutti sorridono, sotto ognuno è rinchiuso con i suoi auricolari, il suo tablet e i suoi pensieri. Oppure quello è solamente il momento in cui recuperare le energie che la leggerezza di una passeggiata mano nella mano lungo la Senna ti ha dato e ti ha tolto, come se avesse soffiato sulle braci della tua esistenza e l’avesse fatta brillare, ma al contempo consumata più in fretta.

La Defense è un angolo di futuro, uno spazio spostato avanti nel tempo e inconcepibilmente abitato e visitabile. Li lo stupore è tangibile: ogni geometria ambisce a ricordarti cosa si può fare, cosa non si può fare e cosa non si potrà fare ancora per un po’.

Ma Parigi non è li: Parigi è lungo la Senna, è sul Pont des Arts, è all’ombra di Notre Dame, è sugli Champs Elysee… qui l’aria è diversa, qui cammini in mille film e centomila cartoline, qui pensi “finalmente l’ho vista, finalmente l’ho sentita”.

1 thought on “Au revoir, Paris!

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