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Via Lattea e Ventasso

© Andrea Zannoni 2019

Sabato di luglio, caldo torrido… decisione presa al mattino: “facciamo la Via Lattea stanotte?”. Tempo per decidere dove? Circa 10 minuti: guardo su google, inserisco “via lattea appennino reggiano” poi guardo le immagini, per farmi un’idea.

Ventasso. Via Lattea a Sud, sarà sul Casarola? Saliamo di notte con un’unghia di luna che illumina il lago come fosse giorno. Sorpresa: le lucciole! Col vento che soffiava irrequieto non era scontato, e infatti durano un attimo.

Arriviamo a mezza costa e l’idea di fare la Via Lattea sul Casarola svanisce al primo click di prova: la Via Lattea è quasi a Est!?! Me lo aveva detto Michele, “guarda che a luglio è spostata”, aveva ragione ma me l’aspettavo sul Vallone dell’inferno, non sul Ventasso!

Scattiamo tenendo un occhio alle fotocamere e uno al nuvolone sul Casarola, sperando che non si muova da li. Non lo farà e noi passeremo la notte li e poi giu, intorno al lago Calamone, avvolto nell’incessante e vario canto d’amore delle rane.

Venezia è anche un sogno…

Storia, sogno, fantasia? Venezia si presta a far da sfondo a quello che non si vede, non si sa, non si vuol dire, a quello che si spera o che si cerca senza saperlo. Chissà quale sensazione, quale pensiero, quale idea risveglierà, stavolta, Venezia.

Musiche originali di Matteo Davoli, vale la pena alzare il volume 👍🏻

Venezia

Senza perdere la tenerezza

Ci insegnano prima a comportarci come “i bimbi grandi”, promettendoci in cambio più autonomia, poi in seguito a comportarci proprio come “i grandi” per omologarci alla società e, a ben pensarci, cosi facendo, a sacrificarla tutta quella “autonomia”.

Pensiamo che sia disdicevole dare voce alla nostra parte più irrazionale, che sia infantile: in realtà quando non la assecondiamo ci scopriamo insoddisfatti, inespressi, prigionieri di qualcosa che ignoriamo. E allora perchè aspettare ancora, perchè non ascoltare il nostro fanciullo interiore, perchè non approcciare la vita “da grandi” con quella scintilla negli occhi di quando eravamo bambini?

E’ un’idea, una provocazione, un sogno… Oppure no?

Senza perdere la tenerezza

Mostra per Fotografia Europea 2018

People in Paris, People of Paris.

E’ cosi: se sei a Parigi, sei di Parigi. Non un Parigino purosangue certo, ma abbastanza da sentirti parte della città. Non uno spettatore di passaggio, non un menestrello in cerca di ispirazione per poter raccontare nuove storie, no: se sei a Parigi la vivi, la respiri, la animi. E non si capisce mai dov’è il confine tra te e la città.

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